Caso Pizzarotti. L’argomento al centro del dibattito consiliare a Massa “Pronti a far causa al ministero”
Dal “Corriere di Maremma” del 16 Maggio 2012
Ultimo tentativo di dialogo con l’agenzia del demanio o l’amministrazione farà causa al Ministeroper il caso Pizzarotti. Si è svolto ieri il terzo consigliocomunale delle ultime tre settimane a Massa Marittima e, dopol’approvazione del bilancio 2011, il punto focale dell’assemblea vertevasulla delicata situazione del debito nei confronti della società costruttrice del carceremandamentale.Larata infatti scadutaametàmarzo, nonostante fosse già stata posticipata e rinviata dalladitta, è stata liquidata solo in parte. In pratica è stato saldato solo un terzo dei 171mila euro richiesti ed entro il 15 giugno dovranno essere pagati 401mila euro. Tempo non ce n’è e soldi neppure, occorre agire. “La questione deve essere affrontata anche in vista del bilancio di previsione - ha iniziato il sindaco Lidia Bai -. Io richiedo al consiglio ilmandato per recarmi all’Agenzia del demanioed esporre lenostre motivazioni provando a recuperare quanto più possibile rispetto al debito; altrimenti, credo sia giusto nei confronti della comunità, intraprendere un’azione legale nei confronti del Ministero di grazia e giustizia”. Secondo quanto esposto dal primocittadino infatti,nonostante gli errori tecnicinondiscutibili, la struttura dellaCamilletta è di proprietà dello Stato e la sua realizzazione, così come il suo utilizzo, sono stata richiesti espressamente dal Ministero; allora perché solo il Comune di Massa deve pagare il contenzioso nei confronti della Pizzarotti? Forse perché l’Ente è la stazione appaltante, ma il motivo? Le domande, insieme a tutta la documentazione sono state analizzate da legali esperti in materia che, dopo aver espresso parere favorevole sulla fattibilità della causa, hanno presentato un preventivo di 15mila euro.Aquesto punto il dibattito si è aperto. Il consigliere repubblicano Luca Santini ha richiesto al consiglio un approfondimento sulla questione. Il rappresentante del PdlGiovanniFavilli si è domandato invece in che modo e in che forma si possadichiarare guerraalMinistero. “Credo che sarebbe più opportuno presentarsi ammettendo ogni colpa e errore ma sottolineando che, dato che il carcere è uno dei pochi in Italia costruito in quegli anni e realmente utilizzato, e che ilComune non ha maiagito invistadiunguadagno, di aiutare Massa Marittimaa sostenereundebitocosì grande per le proprie casse”. Il sindaco ha poi messo in tavola tutte le carte facendo emergere anche nuove argomentazioni. La Pizzarotti infatti ha richiesto i danni al Comune per un’interruzione dei lavori non legittimata durata oltre due anni. E anche non pensando, come ha dichiarato il consigliere Giancarlo Zago, che questi fossero “tranelli studiati a tavolino”, la richiesta di stoppare i lavori è arrivata proprio dal Ministero. A testimonianza di ciò, la corrispondenza con l’allorasindacoRenatoBolognini, dove si incentiva addirittura il comune a pensare a modi alternativi di sfruttare la struttura. Il consiglio però, riservandosi un approfondimento ed uno studio dettagliato sulla questione,hadeciso di procedere un passo alla volta e dare ilmandato al sindaco solo per recarsi “con il cappello in mano” all’agenzia del demanio. Se anche quest’ultimo tentativo dovesse fallire allora dalla prossima seduta potrebbe scaturire una decisione diversa e le vie legati potrebbero essere l’unica.









