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Archivio per la categoria ‘1 - Il Fatto del Giorno’

Intervento di apertura al Consiglio Comunale del 30.11.2016 di Alessandro Giuliani

2 dicembre 2016

Signor Sindaco, colleghi Consiglieri,

primariamente non trascuro di rendere omaggio a questa Istituzione, il Consiglio Comunale di Massa Marittima, delle cui vicende mi sono spesso interessato dall’esterno, venendo ora a farne parte integrante per la prima volta assumendo la rappresentanza del Gruppo Massa Va Oltre fino a qui ottimamente rappresentato dall’amico repubblicano Luca Santini.

Desidero poi ringraziare i massetani che con il voto mi hanno ora consentito di potermi interessare direttamente delle loro istanze e dei loro bisogni assicurando loro che i miei comportamenti in Consiglio Comunale saranno sempre in linea con le promesse fatte e con gli indirizzi di politica locale in tante occasioni discussi e definiti.

Infine rivolgo un saluto cordiale a tutti i membri del Consiglio Comunale, di ogni appartenenza di gruppo o di partito, con i quali ho intenzione, lasciando fuori da questa aula tutti i possibili motivi di divisione e di dissonanza, di intrattenere rapporti di cordialità e di sinergia nel solo interesse dei cittadini amministrati.

Luca Santini nel lasciare la funzione di Consigliere ha spiegato bene le ragioni che hanno indotto i Repubblicani ed i loro amici della centralità massetana a smuovere le acque della politica locale, acque che rappresentano bene la stagnazione dello stato delle cose.

Lo ha fatto con un documento che condivido pienamente ed al quale mi rifaccio perché rappresenta il pensiero dei repubblicani per quanto riguardi le azioni da fare, il percorso da compiere, nell’intento di promuovere un sostanziale cambio di marcia, da ogni punto di vista, ossia che coinvolga tutte le componenti economiche, sociali e culturali, che intervengono a disegnare la prospettiva di medio e lungo periodo per il Capoluogo, per il Comune e per il Territorio.

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XX Settembre: Perchè il Paese ha bisogno dei Repubblicani

20 settembre 2012
xxsettembreroma3di Francesco Nucara (Segretario Nazionale del PRI)

Davanti al monumento alla Breccia di Porta Pia, dove ogni XX Settembre sono solito andare con una corona da deporre, mi sono chiesto - per la prima volta - se tanta fatica per realizzare l’Unità d’Italia meritasse spettacoli, da parte del mondo politico, come quelli che abbiamo visto negli ultimi giorni. Mi sono anche risposto che la Democrazia cristiana e il Partito socialista, al governo del Paese e della Regione Lazio negli anni Ottanta, non avevano dato una prova particolarmente edificante. Ma certo non si erano ridotti a farsi immortalare con lo sfondo di scenari penosi, fra Suv, ostriche e champagne. C’era almeno l’avvertenza di rispettare un minimo di forma. 
Si celebrava la ricorrenza della liberazione di Roma dal potere temporale dei Papi: purtroppo ci ritroviamo ai tempi goderecci del Satyricon di Petronio. Era magari legittimo sperare che la destra italiana, ai margini del potere per tanti anni, e senza avere contiguità e responsabilità dirette con la passata dittatura fascista, dimostrasse, una volta chiamata al governo, un certo senso civico, sia dal punto di vista dell’amministrazione della cosa pubblica, sia da quello – che ne consegue - della pubblica decenza. Invece non ha mostrato né l’uno né l’altro.
“Siamo usciti dalle fogne”, aveva detto un intellettuale brillante come Pierangelo Buttafuoco, che pure proviene da quel contesto politico. E’ da chiedersi: è meglio che qualcuno vi torni? Magari è anche opportuno domandarci come proprio la destra poteva avere questo senso del decoro istituzionale, quando tutta l’Italia negli ultimi anni è coinvolta in scandali di ogni tipo, dalla Lombardia alla Puglia all’Emilia, e questo senza distinzioni di campo politico, tanto che - qualunquisticamente - è persino legittimo affermare che davvero “non si salva nessuno”. Pensate se Luciano Manara e i tanti giovanissimi come lui, caduti in combattimento al Gianicolo per una Roma repubblicana, avessero assistito allo spettacolo che la politica ha preparato per ricordare il loro sacrificio estremo. Era un povero pazzo Manara, o siamo degli illusi noi, gli ultimi risorgimentali rimasti?
Bisogna pur porsi delle domande brutali quando si crede ancora a qualcosa e non si vuole che il Paese affondi nella melma. Questa Repubblica, degli scandali, della corruzione, delle baruffe da cortile, dell’incompetenza, non è la Repubblica per la quale si è fatto il Risorgimento, l’Unità d’Italia e l’antifascismo. Semmai è l’inverso: pare l’Italia erede del potere papalino, delle frammentazioni localistiche, dell’arroganza fascista. E questo è il motivo vero, fondamentale, per il quale in tanti anni, nonostante le difficoltà evidenti, abbiamo tenuto in vita il Partito repubblicano italiano. E vogliamo che tutto ciò rimanga ben vivo ancora domani, nonostante tutto. Perché siamo convinti di questo: che la Repubblica democratica sia tutta ancora da realizzare. Ad oggi abbiamo solo una parvenza di Repubblica che si trascina su se stessa senza una classe dirigente degna di questo nome, incapace di trovare linfa dagli esempi del passato. Non abbiamo quella Repubblica “Repubblicana” per cui hanno combattuto i nostri antenati e per cui continuiamo a combattere noi.
 

IX Febbraio: Ricorrenza della Repubblica Romana

9 febbraio 2012

clicca qui ed apri la pagina odierna de “LA VOCE REPUBBLICANA” dedicata alla ricorrenza del IX Febbraio

repubblica-romana1

La Repubblica Romana del 1849 (nota anche con la denominazione di Seconda Repubblica Romana, per non confonderla con quella di epoca napoleonica) fu uno stato repubblicano sorto in Italia durante il Risorgimento a seguito di una rivolta interna che nei territori dello Stato pontificio estromise Papa Pio IX dai suoi poteri temporali. Fu governata da un triumvirato composto da Carlo Armellini, Giuseppe Mazzini ed Aurelio Saffi.

La piccola repubblica, nata febbraio 1849 a seguito dei grandi moti del 1848, che coinvolsero tutta Europa, ebbe come quest’ultimi vita breve (5 mesi, dal 9 febbraio al 4 luglio) a causa dell’intervento militare della Francia di Napoleone III, che per convenienza politica ristabilì l’ordinamento pontificio, in deroga ad un articolo della costituzione francese. Tuttavia quella della repubblica romana fu un’esperienza significativa nella storia dell’unificazione italiana (che rappresentava l’obiettivo della Repubblica), vide l’incontro e il confronto di molte figure di primo piano del Risorgimento accorse da tutta la Penisola, fra cui Giuseppe Garibaldi e Goffredo Mameli. In quei pochi mesi Roma passò dalla condizione di stato tra i più arretrati d’Europa a banco di prova di nuove idee democratiche, ispirate principalmente al mazzinianesimo, fondando la sua vita politica e civile su principi (quali, in primis, il suffragio universale maschile; il suffragio femminile in realtà non era vietato dalla Costituzione, ma le donne ne restarono escluse per consuetudine; l’abolizione della pena di morte e la libertà di culto), che sarebbero diventate realtà in Europa solo un secolo dopo.

Intervento “a braccio” del Coordinatore Regionale del PRI Toscana Luca Santini al XII° Congresso di Firenze dei Radicali Toscani del 14 Gennaio 2012

14 gennaio 2012

radicalise vuoi ascoltare l’intervento su “RADIO RADICALE” clicca qui (minuto 33:30):

http://www.radioradicale.it/scheda/343660/xii-congresso-annuale-dellassociazione-per-liniziativa-radicale-andrea-tamburi

“Cari Amici Radicali, Presidente del Congresso e Segretario dei Radicali Toscani,

dopo due anni dall’ultimo congresso dei Radicali di Firenze torno a porgervi il saluto dei Repubblicani Toscani.

In questo periodo di tempo sono cambiate molte cose in Italia e per certi versi si potrebbe dire che oggi ci troviamo in un’Italia diversa; sia dal punto di vista istituzionale, è cambiato il Governo, sia dal punto di vista politico, è cambiato la maggioranza parlamentare, sia dal punto di vista economico, con il difficile momento che il Paese e l’Europa stanno attraversando.

Due anni fa concludevo il mio saluto* auspicando una sinergia e, forse, anche un alleanza elettorale tra Radicali e Repubblicani in Toscana.

Le reciproche rigidità, purtroppo, connesse alle diverse posizioni nazionali del momento non consentirono che insieme potessimo sperimentare soluzioni che, oltre che rivelarsi interessanti sul piano della sperimentazione politica, avrebbero, forse, potuto mietere risultati concreti.

Oggi, nella diversa situazione in cui siamo venuti a trovarci, intendo ribadire e rinnovare l’auspicio.

In una posizione generale di enorme incertezza siamo convinti Noi Repubblicani che vi siano spazi nuovi ed ulteriori per andare incontro ad un elettorato sempre più spaesato e privo di riferimenti credibili.

I Radicali, per la loro storia recente e meno recente, hanno forti assomiglianze con il quadro di riferimento dei Repubblicani; ci accomunano valori e principi fondamentali: giustizia, libertà civili ed individuali, liberalizzazioni economiche, riduzione drastica della spesa pubblica, una battaglia contro l’oppressioni fiscale e, non ultima, il raggiungimento di una vera laicità dello Stato.

Probabilmente non siamo prossimi a scadenze elettorali, anche se la prudenza non è mai troppa vista la smania di certi partiti politici di liquidare il Governo Monti in tempi più brevi della scadenza naturale della legislatura. 

Questo potrà dare modo di costruire con attenzione un percorso di avvicinamento su temi concreti e di verificare le reali possibilità di incamminarsi parallelamente.

Grazie a tutti Voi e buon lavoro congressuale.”

 

*Se vuoi leggere o ascoltare il precedente intervento clicca qui:

 http://www.ondamassetana.it/?p=316

Buon 2012

1 gennaio 2012

La Redazione de “L’Onda” vi Augura

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un Buon 2012

 

Vi aspettiamo

28 dicembre 2011

La Redazione de “L’Onda” Ti Augura

23 dicembre 2011

buonnatate2011

Che locchi, ragazzi!

23 novembre 2011

dubbioIl passaggio di Ovi Roberto al costituendo gruppo di Renzi ha stupito molti massetani (oddio molti, molti di quei pochi che leggono il giornale o si baloccano con qualche sito web passato di moda), ma non noi, perché noi non ci vogliamo credere.

Ve lo immaginate Ovi che discute allo stesso tavolo con Sani, Fedeli e Bai?

E tutte le denunce sull’Agraria, sulla Pizzarotti, sul Parcheggio del Piazzale, la Procura, la Corte dei Conti, le male parole, i corsi e ricorsi, che fine hanno fatto?

E tutti quei continui (poi risultati inutili) tentativi da aspirante primo della classe per emergere sullo schieramento opposto al centrosinistra?

Ma, se poi fosse proprio vero? Beh, se fosse proprio vero lui sarà chiamato a recitare molti mea culpa, e loro dovranno aumentare di molto le dosi di bicarbonato nella dieta abituale.

No, noi non ci vogliamo credere perché non si può arrivare a questi punti; semmai meglio ritirarsi (a proposito, non si era già ritirato?).

Il passaggio di Mazzocco in Giunta, invece, sorprenderebbe di meno.

Si, perché il ragazzo smaniava da tempo, era uscito da Massa Comune e sembrava essere dalla parte della ragione perché prendeva le distanze da “compagni di viaggio scomodi, rei di essersi dimostrati estremisti (di destra), irragionevoli, prevenuti nei confronti dell’Amministrazione, ecc. ecc”.

In tanti erano rimasti dalla sua parte, “è stato costretto a lasciare” si diceva.

Poi si era avvicinato all’IDV mostrando propensione a vagare, prima dalla sinistra alla destra, ora dalla destra alla sinistra, poi sono venute delle avance, ed eccolo, a quanto si dice, prossimo ad entrare in Giunta.

Ma allora avevano ragione quelli di Massa Comune a lasciarlo andare senza colpo ferire?

Che avessero capito in anticipo a cosa mirasse il loro leader?

A proposito, cosa ne penserà Isabella se verrà sostituita in questo modo?

Uno che certamente ci rimarrà male è Favilli, il Consigliere del PDL.

Prima si era di fatto alleato con Massa Comune capeggiata dal Mazzocco, poi si è dovuto accontentare di Massa Comune senza il Mazzocco, ora deve ingoiare il Mazzocco nella Giunta Bai.

Un soggettone massetano, dagli orientamenti politici noti, dimostrava approvazione per il processo evolutivo di Mazzocco; era contento, ma non resisteva ad una battuta sarcastica “però, che locchi, ragazzi!”.

Locchi chi? la nostra (finta) ingenua domanda, “quelli che gli dettero il voto” la risposta baldanzosa, “ci avevano creduto!”.

 

 

Il XX Settembre a 150 anni dall’ Unità d’Italia

20 settembre 2011

xx_settembre_1870La data del XX Settembre, nell’anno del 150° dell’ Unità d’Italia, ci deve ricordare che il 17 Marzo 1861 si compì, soltanto in parte, il sogno mazziniano dell’Italia unita e l’opera di Garibaldi con i suoi garibaldini e si concretizzò, sempre in parte, anche il disegno strategico di Cavour; solo dopo nove anni il XX Settembre 1870, con la Breccia di Porta Pia, mettendo in ginocchio il potere temporale del Papa, si unificò veramente l’ Italia, e soltanto dopo la Prima Guerra Mondiale tutti gli Italiani si ritrovarono finalmente uniti.

Oggi gli Italiani, ed il mondo intero, stanno attraversando una crisi pazzesca senza intravedere la fine; forse sarebbe il momento di ritrovare quella forza e quello spirito che rese unito il nostro Paese per far uscire da questo tunnel l’Italia. 

Coesione e spirito nazionale sono necessari per fare le dovute ed urgenti riforme: da quelle istituzionali a quelle economiche. 

Il Coraggio, l’Audacia e la Lungimiranza di allora si vanificherebbero perchè oggi è mancato un altro coraggio, un’altra audiacia e un’altra lungimiranza.

Luca Santini

Il 12 e 13 Giugno 2011

7 giugno 2011

referendumPer chi crede nel mercato e nelle vere liberalizzazioni il risultato del 12 e 13 Giugno è una cattiva notizia. Il raggiungimento del quorum, con la vittoria dei “sì”, ai due referendum “sull’acqua”, ci riporta indietro di molti anni, riportando indietro, innanzitutto, il settore dei servizi pubblici locali.

Abbiamo fatto la nostra battaglia, l’abbiamo persa, e ci dobbiamo adeguare alla maggioranza, nella speranza che tutte le inefficienze fino ad ora dimostrate da queste strutture pubbliche siano eliminate per il bene di tutta la collettività.

Speriamo, infine, che il Referendum non sia stato un voto contro il Governo (come sembra date le parole di Bersani, vedi nota sotto) perchè, se fosse così, gli Italiani hanno perso nuovamente un’altra occasione per modernizzare e rendere più efficiente il nostro Paese. 

Luca Santini