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Archivio per la categoria ‘01 - 46° Congresso Nazionale del PRI’

I Consiglieri Nazionali della Toscana eletti al 46°Congresso Nazionale del P.R.I.

28 febbraio 2011

Walter Barraco (Grosseto)

Roberto Fantoni (Massa e Carrara)

Alessandro Giuliani (Grosseto)

Gianluca Pajatto (Lucca)

Umberto Marrami

Luca Santini

 

Eletto nel Collegio dei Probiviri

Renato Algeri (Grosseto)

Immagini del 46° Congresso del P.R.I.

27 febbraio 2011

immagine-0091Umberto Marrami alla Presidenza del 46° Congresso del PRI

L’Amico Stefano Folli intervista il Ministro dell’ Economia Giulio Tremontiimmagine-005

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Presidente Marrami insieme a Tremonti e Folli

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Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi interviene al Congresso del PRI Prosegui la lettura…

Umberto Marrami eletto Presidente del 46° Congresso del P.R.I.

25 febbraio 2011

Il Congresso del P.R.I. elegge Presidente del 46° Congresso del Partito Repubblicano Italiano l’amico Umberto Marrami.

Il Congresso a tesi del PRI è fissato per il 28-29 e 30 Gennaio 2011

5 gennaio 2011

edera1Il 46° Congresso del Partito Repubblicano Italiano è convocato per i giorni

28-29-30 GENNAIO 2011 

Roma - Auditorium della Conciliazione - Via della Conciliazione n°4 

Il Congresso sarà impostato per tesi (10 in totale) che sono state elaborate sui seguenti argomenti (in parentesi i relatori):

1.Questioni internazionali, geopolitiche ed economico-sociali (Italico Santoro)

2.Per una politica lontana dagli affari, per una mano pubblica non invasiva (Oscar Giannino) Prosegui la lettura…

Il 46° Congresso del PRI è stato RINVIATO al 29-30 e 31 GENNAIO 2011 a causa della complessa situazione politica venutasi a creare

23 novembre 2010

edera11Impegniamoci compatti

Il temporaneo equilibrio dell’universo è il risultato di continui e faticosi mutamenti

di Francesco Nucara

 

In una lettera a Piero Pergoli del 4 gennaio 1945, Giovanni Conti così affermava: “Non capisco confusioni né fusioni del PRI con altri partiti che dicono di aspirare alla Repubblica, perché non si tratta di essere d’accordo sulla finalità (sono repubblicani quelli del Partito del lavoro, molti democristiani, alcuni liberali) ma nel metodo. E i metodi non si fondono e non si confondono. … la conclusione è per me una: io continuo a lavorare per la Repubblica con il metodo del PRI. Per gli amici la conclusione può essere semplice: chi è per il metodo del PRI entra nel PRI; chi è per il metodo radicale va in altri partiti …”.

Pur essendo una lettera del ‘45, bisogna prendere atto del fatto che essa rispecchia un’attualità sconcertante. Si tratta di far rivivere la storia del PRI in un progetto più ampio: quello liberaldemocratico (dove democratico non sta per democristiano), in una visione europea e con un metodo che affronti i problemi in maniera laica, scevra di ideologie, ma carica di ideali che appartengono al patrimonio dei repubblicani.

Il 10-11-12 dicembre era stato fissato il Congresso, ma responsabilmente la Direzione Nazionale opta per un rinvio. Proprio perché i repubblicani hanno scelto, per la prima volta nella loro storia, di celebrare il loro Prosegui la lettura…

Le Tesi del 46° Congresso del PRI: “Qualità politiche per la competitività del Paese”

13 novembre 2010

Relazione della Commissione tesi del PRI sulla ”Competitività del Paese” di Saverio Collura 

http://www.pri.it/new/Tesi46Congresso/ColluraTesiCongresso.pdf

ingranaggi

per leggere la tesi integralmente si prega di cliccare sull’indirizzo sopra riportato

Le Tesi del 46° Congresso del PRI: “Riforma della giustizia: necessario uscire dalla logica dell’emergenza”

13 novembre 2010

giustiziaSintesi della relazione della Commissione tesi del PRI sulla Riforma della Giustizia. La Commissione è coordinata da Guido Camera

L’approccio al delicato tema della Riforma della Giustizia impone una considerazione preliminare di carattere generale.

Noi riteniamo infatti che il legislatore, negli ultimi anni, abbia ragionato quasi esclusivamente sotto il giogo di deleterie logiche emergenziali e di propagandistiche ragioni elettorali (legittime quando non sono del tutto assorbenti) che hanno troppo spesso comportato l’emanazione di provvedimenti normativi avulsi dal contesto codicistico e giurisprudenziale in cui poi sono andati a collocarsi.

Paradossalmente tale deprecabile fenomeno legislativo ha colpito soprattutto il codice di procedura penale (l’unico codice emanato dal Parlamento dell’Italia Repubblicana!), la cui originaria ispirazione accusatoria e democratico liberale è stata nel tempo mortificata anche da talune interpretazioni della Corte Costituzionale revansciste e da leggi emanate esclusivamente sull’onda di stati emotivi di passaggio (basta pensare all’esempio offerto delle norme penali in materia di infrazioni al codice della strada, che sono cambiate circa 5 cinque volte dal 2003 creando seri problemi interpretativi e insignificanti effetti deterrenti in un ottica general - preventiva).

E, purtroppo, l’emozione per un fatto grave passa, mentre una norma irrazionale rimane in vigore mortificando lo Prosegui la lettura…

Le Tesi del 46° Congresso del PRI: “Ricerca ed Innovazione: il rischio di perdere il treno dello sviluppo”

13 novembre 2010

ricercaeinnovazioneSintesi della relazione della Commissione tesi del PRI su Ricerca e innovazione

di Luciano Caglioti*

La crisi che stiamo attraversando si abbatte sui diversi paesi con modalità a loro volta diverse. Donde una prima considerazione, assolutamente banale ma utile per la comprensione del problema: chi se la cava meglio in questa gara? Quali sono i parametri principali che determinano contemporaneamente la crisi e le possibili soluzioni?

Innanzitutto alcune condizioni al contorno. Per la metà del secolo scorso il mondo è stato diviso in due grandi aree. L’area occidentale, libera e certamente in pieno sviluppo secondo un modello cosiddetto capitalista, e l’area orientale, caratterizzata da un sistema comunista. La prima si sviluppava soprattutto in virtù di un continuo progresso tecnologico che permetteva un arricchimento generalizzato attraverso la produzione crescente e diversificata di imprese di tutti i tipi. Prosegui la lettura…

Le Tesi del 46° Congresso del PRI: “Riforma delle professioni in Italia”

13 novembre 2010

professioniSintesi della relazione della Commissione tesi del Pri sulla Riforma delle professioni in Italia. Questa Commissione è coordinata da Alessandro De Nicola

Con lacci e lacciuoli si penalizza il lavoro

Le professioni cosiddette “intellettuali” rappresentano oggi un importante fattore dello sviluppo economico italiano. Possono agevolarlo od ostacolarlo, dipende da che tipo di scelte verranno compiute dal legislatore. E’ certamente impossibile ignorarle. Basti pensare che secondo gli ultimi dati disponibili gli iscritti alle casse previdenziali dei professionisti sono 1.700.000, un vero esercito di individui con alta specializzazione e spirito imprenditoriale.

Cosa sono le professioni intellettuali in Italia

 

Le professioni intellettuali traggono il loro fondamento dall’art. 2229 del codice civile per il quale la legge determina le professioni intellettuali per le quali è necessaria l’iscrizione in appositi albi ed elenchi. La prestazione d’opera di questi professionisti è così definita “intellettuale”. Il fenomeno è naturalmente più ampio di quanto si evince dalla legge, in quanto vi sono molti professionisti che possono a buon titolo definirsi “intellettuali” ma che non appartengono a nessun ordine o albo né sono iscritti obbligatoriamente ad alcuna cassa di previdenza (i tributaristi non iscritti agli albi dei commercialisti, ad esempio). In altre parole, il codice civile pone le basi per la Prosegui la lettura…

Le Tesi del 46° Congresso del PRI: “Situazione economica e problemi del Mezzogiorno”

13 novembre 2010

Relazione della Commissione tesi del Pri sui Problemi del Mezzogiorno. La Commissione è coordinata da Gianfranco Polillo.divario-nordsud1

Parafrasando un vecchio detto di Mao Tze Tung, è possibile dire che una grande confusione regna sotto il cielo della politica economica e delle relative teorie. Divergono i postulati teorici – i neo–keynesiani da un lato, i monetaristi dall’altro – non c’è unicità di indirizzi nelle politiche economiche – rigoristi contro “sviluppisti” – il ciclo stesso è sempre più asimmetrico: da un lato Paesi che hanno ripreso il sentiero della crescita – in genere le economie emergenti – e paesi che soffrono di una forte astenia – soprattutto l’Europa – e Paesi infine che, nonostante abbiano subito un forte impatto negativo dalla crisi, mostrano una capacità di reazione maggiore. Gli Stati Uniti ed il Canada, anche se in questo secondo caso i fondamentali hanno un segno completamente diverso.

Mettere ordine in questo labirinto, alla ricerca della migliore politica del momento, è come cercare un ago nel pagliaio. Prosegui la lettura…