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Discorso di Luca Santini (PRI) per la Celebrazione dei 150 anni dell’ Unità d’ Italia al Consiglio Comunale Straordinario del 18 Marzo 2011

18 marzo 2011

150unitaitalia121La celebrazione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia non poteva non riguardare anche il Consiglio Comunale di Massa Marittima e, nonostante il giorno di ritardo sui festeggiamenti che si sono svolti in tutto il territorio nazionale, ringrazio il Sindaco per avere aderito alla mia richiesta di un Consiglio Straordinario dedicato alla Ricorrenza.

 

Per me, che appartengo ad un Partito che si riconosce nei valoriedera fondanti del Risorgimento ed in tutte quelle intuizioni che da lì mossero per condurre all’Unità prima l’Italia e più tardi l’Europa, oggi è una vera festa, anzi è la più vera e densa di significato Festa Nazionale, ed io mi  onoro di parteciparvi sia nella veste di Consigliere Comunale e rappresentante di una larga parte dei cittadini massetani, sia nella veste di rappresentante del Partito Repubblicano Italiano. 

 

E’ stato emozionante scoprire in quanti e con quanto entusiasmo gli italiani ieri hanno celebrato l’avvenimento del 17 marzo di 150 anni fa, quante volte sono risuonati le note ed i canti dell’Inno Nazionale, quante bandiere tricolori hanno sventolato in ogni luogo, quanta gente è scesa nelle strade e nelle piazze spinta soltanto da un moto spontaneo di festa della libertà.

 

Il 17 Marzo 1861 l’Italia fu unita e si fece Stato e nacque l’amata Patria.

 

Festeggiamo con commozione i 150 anni dell’Unità d’Italia, il risultato dell’impegno lungimirante, della tenacia e del coraggio dei Padri della Patria, Giuseppe Mazzini, Giuseppe Garibaldi, Vittorio Emanuele II e Camillo Benso di Cavour, delle lotte e del sangue dei nostri predecessori che, dai primi moti rivoluzionari alle Guerre per l’Indipendenza, hanno versato il loro sangue, hanno lottato e sono morti, per mettere insieme e riunire sotto una grande speranza di libertà e di unità tutti gli italiani, fino ad allora scissi in stati e staterelli, sotto aggressori ed usurpatori.

 

Il Risorgimento è stato un percorso lungo che si avvia dal Congresso di Vienna del 1815 e si completa con la Breccia di Porta Pia del XX Settembre 1970 ed il successivo insediamento della Capitale a Roma nel febbraio del 1871.

Il contributo dei Carbonari, tra cui Silvio Pellico e Ciro Menotti, le Cinque Giornate di Milano, le 10 Giornate di Brescia, le insurrezioni mazziniane con la vicenda dei Martiri di Belfiore, la Spedizione di Sapri e la morte di Carlo Pisacane, il sacrificio dei Fratelli Bandiera, insieme alle associazioni politiche mazziniane, su tutte la Giovine Italia prima, poi la Giovine Europa, sono tra le più belle pagine della nostra storia non troppo lontana.

Il senso di quelle pagine, tutto quanto è ricompreso in ciò che chiamiamo Risorgimento, è stato e rimarrà una grande affermazione di valori eterni.

 

L’autodeterminazione dei popoli, la libertà, la laicità dello stato, l’europeismo, sono valori imprescindibili che radicano in quel periodo o vi hanno i primi germogli.

 

Quelle pagine e quei valori segnarono le fondamenta del futuro Partito Repubblicano che ufficialmente sorse poco più tardi  - nel 1895 – e che proprio qui a Massa Marittima ha avuto una intensa storia politica ed amministrativa che è giunta fino ai giorni nostri.

 

A questo proposito potrei dire, rovesciando la frase famosa di Massimo D’Azeglio “l’Italia è fatta, ora facciamo gli Italiani”, che prima si formarono i repubblicani, poi fu costituito il Partito Repubblicano Italiano.

 

Ed è non senza un orgoglio sconfinato che ho ritenuto di portare in questa sede la bandiera tricolore della Sezione PRI di Massa Marittima perché partecipi anch’essa con il Consiglio Comunale alla celebrazione della storica ricorrenza avendone tutti i titoli essendo stata diretta partecipe a ben  115 dei 150 anni trascorsi dall’Unità d’Italia.

 

L’Unità ha 150 anni, gli italiani ci sono e sono evoluti, ma nuove sfide si sono affacciate e rendono imperfetta la costruzione di una nazione unita, libera e democratica.

 

Non credo sia utile qui dilungarmi sui problemi dell’Italia di oggi.

 

Vorrei chiudere con un invito che rivolgo a quelle persone, a quei gruppi ed a quei movimenti che almeno apparentemente non danno il giusto peso ai valori che vengono dalla storia politica e sociale di questi 150 anni e che sembrano disprezzare i simboli inconfutabili  di quella storia, il tricolore, l’Inno, e lo stesso concetto di unità.

 

Le manifestazioni di ieri in tutto il territorio nazionale hanno parlato chiaro sul pensiero degli italiani del sud, del centro e del nord.

 

Riflettete e riflettiamo su quanto sia difficile costruire e su quanto, invece, sia facile distruggere.

 

Questa ricorrenza è da sperare sia servita a ciascuno a ritrovare quel senso di appartenenza, che talvolta dà segni di assottigliamento, ad un’unica comunità nazionale per affrontare tutti insieme il futuro a partire da quelle necessarie riforme istituzionali e sociali che devono essere realizzate per il bene comune e per la prospettiva dei più giovani. 

 

I repubblicani massetani ringraziano il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per aver rappresentato gli italiani con parole ed impegno esemplari anche in questa occasione.

 

Le società mutano, i valori le sorreggono, gli ideali restano perenni.

 

Viva l’ Italia.

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