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Lettera al Consiglio Comunale di Massa Marittima di Luca Santini

7 ottobre 2016

Luca Santini
Consigliere Comunale

Lettera al Consiglio Comunale di Massa Marittima

Come già anticipato nella seduta del Consiglio del 28 luglio u.s. con nota rivolta al Sindaco ed ai Consiglieri con la presente confermo le mie dimissioni da Consigliere Comunale di Massa Marittima.

Questa mia decisione si inserisce nella tradizione dei repubblicani che negli anni che ci hanno preceduto in più occasioni non hanno esitato ad assumere iniziative forti e decisive nell’intento di innescare situazioni politiche nuove volte a smuovere la stagnazione amministrativa in cui il Comune cade frequentemente o, per meglio dire uscendo dall’eufemismo, dalla quale non ha saputo uscire lungo un periodo di ben 25 anni, ossia dalla fine dell’era massetana dell’industria mineraria.

Le cause di tale incapacità sono riconducibili, per esprimerci in modo semplificato, a due presupposti principali, da un lato le amministrazioni che si sono succedute hanno costantemente risentito del centralismo decisionale cui ha dovuto ubbidire pedissequamente la maggioranza di governo locale, vincolata alla struttura politica del partito più forte, dall’altro si è fatta sentire in misura significativa la scarsità delle esperienze e competenze messe in campo dai singoli soggetti che si sono preposti alle funzioni di indirizzo e di azione politica.

La prima condizione ha costantemente penalizzato Massa Marittima nel contesto territoriale e provinciale essendo il nostro Comune chiamato ad accettare le scelte che via via andavano a favorire ora i Comuni litoranei ora quelli montani e lo stesso Capoluogo di provincia.

In questo ambito sono rientrati i continui ridimensionamenti di ruolo subiti senza che in cambio venissero concessi al Comune seri interventi di riparazione.

Chi di noi non ha mostrato grave disappunto e seria preoccupazione per la Pretura che se ne andò anni fa, seguita poi dal ridimensionamento degli uffici finanziari, delle scuole pubbliche, del collocamento, delle forze dell’ordine, dell’ospedale e servizi sanitari, solo per citare alla rinfusa alcuni fatti in merito ai quali si è sviluppato il confronto con la maggioranza consiliare con episodi di forte polemica politica tra i partiti, nonché per la esclusione del Comune dai progetti strutturali indispensabili per lo sviluppo come per esempio quello della grande viabilità?

La seconda condizione ha mostrato nettamente l’incapacità delle forze politiche di maggioranza di affidare le attese, le speranze e perfino i sogni dei massetani, a persone che possedessero concretamente le qualità professionali ed esperienzali necessarie per affrontare il difficilissimo compito di provare ad uscire dalla stagnazione e dall’asfissia economica, prima ancora che sociale e culturale.

Abbiamo visto rispettabili persone assumere il compito di assessore a questo o quel settore ma quasi mai persone con un bagaglio di esperienze e competenze tali da garantire alla collettività di poter affrontare con probabilità di successo gli incerti destini dell’avvenire dei giovani massetani e delle loro famiglie.

In non pochi casi ci si è tutti posti la domanda “dove crede di portare Massa Marittima questo Sindaco con una squadra così modesta”?

Eppure, imperterrite, le forze di maggioranza hanno continuato ad amministrare con pochi mezzi e senza uomini.

Per andare dove? La risposta è sotto gli occhi di tutti.

Massa Marittima continua ed accelera sulla strada del ridimensionamento e dell’erosione di se stessa, del suo tessuto vitale.

E tutto ciò nell’indifferenza e nell’ignoranza dei partiti che sorreggono la maggioranza di governo.

I repubblicani ad ogni inizio di legislatura hanno chiesto al Sindaco di turno quale fosse la propria scommessa per Massa ponendo un quesito più o meno così espresso: partendo dallo stato di fatto che conosciamo come pensa di lasciare Massa Marittima fra cinque anni?

Il quesito, al di là della provocazione politica, conteneva soprattutto la sfida seria e costruttiva al Sindaco “fai conoscere la prospettiva e fissa gli obiettivi per questa popolazione e per questo territorio”.

Nessun Sindaco si è mai avventurato in una qualsiasi risposta, sempre è stato preferito il silenzio, il giro di parole, il rinvio.

Nessun Sindaco ha mai accettato di fissare degli obiettivi minimi e verificabili della sua amministrazione.

Chissà se il Sindaco in carica se la sente, almeno oggi dopo due anni di governo, di dirci come lascerà Massa Marittima disponendo di altri tre anni di governo per arrivare alla fine della legislatura?

In tutto ciò, le forze di minoranza hanno pochissime responsabilità perché l’ordinamento riduce la Minoranza ad una funzione meramente di presenza o, se vogliamo, di partecipazione.

Alla Minoranza è stato sottratto anche il compito dello “stimolo costruttivo” tanto è resa inefficace la propria iniziativa in seno al Consiglio.

Cosicché, se la qualità dell’amministrazione è quella che è nulla può essere imputato ai partiti e gruppi di opposizione.

Però i partiti e gruppi di opposizione hanno grosse responsabilità, morali prima ancora che politiche, nell’aver determinato ogni volta condizioni di ineluttabile inamovibilità delle forze di maggioranza e di governo.

Abbiamo dato vita ad uno stato di rapporti tra gruppi che ha agevolato esclusivamente i partiti della Maggioranza.

Le opposizioni, dobbiamo riconoscerlo tutti con senso critico e con senso autocritico, hanno perpetrato l’errore di seguire personalismi e questioni di basso profilo piuttosto che impegnarsi a ricercare soluzioni efficaci comuni, e dovrebbero ora riconoscere la necessità di cambiare rotta se non vogliono incorrere nel rischio di far proprio il paradosso che vuole che sbagliare sia lecito, sbagliare di nuovo diabolico.

E qui, amici di Massa Comune, voglio dirlo con chiarezza, se continuerete con le offese, con le accuse, con gli atteggiamenti da primi della classe, in questa direzione si andrà poco lontano.

Si è letto recentemente sul sito di Massa Comune, in un contesto descrittivo denigratorio, che la lista dei repubblicani alle ultime elezioni ha preso “solo” 730 voti, con il chiaro intento di volerne sminuire il valore; è stato un apprezzamento goffo.

Anche noi potremmo dire che Massa Comune ha preso “solo” 1500 voti e aggiungere “ma dove vogliono andare questi, per avere il Sindaco ci vuole ben altro” e sarebbe un apprezzamento altrettanto goffo.

Tuttavia, il problema della governabilità a Massa Marittima non si affronta e non si risolve costringendo le forze oggi all’opposizione a dialogare fra di loro alla ricerca della soluzione, anche se noi crediamo che questa oggi resti un’opzione importante.

Crediamo che sia venuto il momento di una riflessione seria sul paradigma politico massetano.

Fino ad oggi, sempre, i massetani sono stati chiamati a votare scegliendo ogni volta fra tre schieramenti, in un passato meno recente anche su quattro e più.

Ci si basava su uno schema di cultura politica fondato su convinzioni radicate di democrazia e di libertà provenienti da un lungo passato delle istituzioni massetane dal Risorgimento ad oggi.

Esercitare forme di democrazia la più diffusa possibile è stato un vanto di tutte le componenti politiche e sociali che hanno combattuto per costruire la coscienza civica massetana e per animare la nostra società comunale e territoriale.

Poi sono venuti i tempi più recenti che hanno indotto il Paese ha introdurre importanti cambiamenti nell’ordinamento anche al riguardo delle leggi elettorali e del funzionamento degli enti locali.

Ed è venuto per noi il momento di prenderne atto.

Continuare così senza che i partiti, soprattutto i partiti dell’area centrale, assumano orientamenti coerenti con le innovazioni introdotte, sarebbe sbagliato, colpevolmente sbagliato.

Occorre interrompere lo schema per il quale il raggruppamento dominante continua a dominare perché non c’è un’alternativa politica che metta in discussione l’egemonia vetera ed ormai fuori tempo dei soliti partiti che hanno governato Massa Marittima dal dopoguerra ad oggi.

Questo è il problema dell’alternanza possibile nella funzione di governo.

Ebbene, sì, si pone con forza il problema di come rendere possibile l’alternanza nella governabilità.

Questo è il tema su cui dobbiamo riflettere.

In modo più esplicito, dobbiamo fare il possibile per consentire ai massetani di scegliere inequivocabilmente a chi vogliano affidare le sorti del proprio futuro, di scegliere tra due sole forze in lizza, vinca l’una o vinca l’altra.

La scelta degli elettori massetani, poi, dipenderà dai programmi, dagli obiettivi verificabili, dalle capacità degli uomini che scenderanno in lizza per conquistare il governo del Comune.

Anche i partiti politici ed i gruppi di qualsiasi tipo dovranno rivedere le loro consuetudini  scontate e prive di impegno responsabile.

Chi vorrà governare dovrà dimostrare di meritarlo e di saperlo fare.

A quel punto anche i repubblicani e le altre componenti della centralità massetana prenderanno le decisioni più utili nell’interesse dei cittadini.

Posso anticipare che i repubblicani non faranno scelte sulla base degli assessori o di altri incarichi che verranno loro promessi, né faranno questioni di schieramento, bensì sceglieranno i propri compagni di viaggio tra coloro che condivideranno programmi sfidanti, che metteranno in gioco il coraggio dell’innovazione, che punteranno su persone capaci e dimostratamente all’altezza del compito.

Le mie dimissioni dal Consiglio hanno precisamente lo scopo di avviare questo percorso.

Questo è il nostro impegno, l’intento nostro, mio e dei repubblicani; sparigliamo le carte e facciamo ripartire Massa Marittima verso un possibile domani migliore.

Massa Marittima avrebbe le carte in regola per meritarsi una posizione di maggior risalto e non soltanto nella provincia di Grosseto e nella regione Toscana.

Le potenzialità monumentali, paesaggistiche, geografiche, storiche e delle tradizioni lascerebbero intravedere orizzonti di sviluppo di tutto interesse solo che vi fossero amministratori pubblici in grado di esercitarle.

Cari Consiglieri, nel lasciare per questa legislatura il Consiglio Comunale non posso non ringraziare ciascuno di voi per i comportamenti corretti reciproci che ci siamo scambiati.

Il Consiglio comunale per me è stato una palestra di confronto, di crescita e di amicizia personale, una fonte di valori che hanno informato fin dall’inizio la mia cultura civica e la mia sensibilità verso il sociale e verso i bisogni della gente.

Quindi sono grato a tutti coloro che, colleghi di partito ed elettori, mi hanno consentito di maturare un’esperienza così significativa e determinante.

Domani continuerò ad occuparmi di politica locale, insieme a quella su altri piani in cui sono impegnato, e non mancheranno occasioni di utile reciprocità e di collaborazione.

Massa Marittima, 1 settembre 2016

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