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Intervento di apertura al Consiglio Comunale del 30.11.2016 di Alessandro Giuliani

2 dicembre 2016

Signor Sindaco, colleghi Consiglieri,

primariamente non trascuro di rendere omaggio a questa Istituzione, il Consiglio Comunale di Massa Marittima, delle cui vicende mi sono spesso interessato dall’esterno, venendo ora a farne parte integrante per la prima volta assumendo la rappresentanza del Gruppo Massa Va Oltre fino a qui ottimamente rappresentato dall’amico repubblicano Luca Santini.

Desidero poi ringraziare i massetani che con il voto mi hanno ora consentito di potermi interessare direttamente delle loro istanze e dei loro bisogni assicurando loro che i miei comportamenti in Consiglio Comunale saranno sempre in linea con le promesse fatte e con gli indirizzi di politica locale in tante occasioni discussi e definiti.

Infine rivolgo un saluto cordiale a tutti i membri del Consiglio Comunale, di ogni appartenenza di gruppo o di partito, con i quali ho intenzione, lasciando fuori da questa aula tutti i possibili motivi di divisione e di dissonanza, di intrattenere rapporti di cordialità e di sinergia nel solo interesse dei cittadini amministrati.

Luca Santini nel lasciare la funzione di Consigliere ha spiegato bene le ragioni che hanno indotto i Repubblicani ed i loro amici della centralità massetana a smuovere le acque della politica locale, acque che rappresentano bene la stagnazione dello stato delle cose.

Lo ha fatto con un documento che condivido pienamente ed al quale mi rifaccio perché rappresenta il pensiero dei repubblicani per quanto riguardi le azioni da fare, il percorso da compiere, nell’intento di promuovere un sostanziale cambio di marcia, da ogni punto di vista, ossia che coinvolga tutte le componenti economiche, sociali e culturali, che intervengono a disegnare la prospettiva di medio e lungo periodo per il Capoluogo, per il Comune e per il Territorio.

E’ appena il caso qui di rammentare lo stallo della politica massetana rappresentato da un lato da un’Amministrazione che fa quello che può ritenendo di farlo bene e ritenendo che non ci sia altro da fare, dall’altro un coacervo di forze di opposizione che svolgono un’attività dignitosa ma con il solo obiettivo di arrivare fra due anni a rifarsi della sconfitta elettorale subita.

Di qua e di là mancano i progetti, e senza progetti non si va da nessuna parte.

Il percorso “obiettivi, progetti, programmazione e cose da fare” qui da noi non trova cittadinanza.

Forse non li sappiamo fare, bisogna mettere nel conto anche questa ipotesi.

E badate, mi sto riferendo a tutte le forze politiche, noi compresi perché non è dimostrato che i repubblicani siano migliori degli altri, noi pensiamo di esserlo, come ogni altra forza lo pensa di se stessa, ma allo stato delle cose i fatti danno torto a tutti.

Quindi, questo è il nostro pensiero, bisogna inventarci qualcosa.

Da trent’anni a questa parte, cioè dalla fine dell’era massetana dell’industria mineraria, nulla è cambiato a Massa Marittima che sia stato in meglio, oggi non c’è massetano che non riconosca e denunci che la discesa è stata continua, costante, e che oggi siamo al punto più basso della storia post periodo fascista.

Noi siamo convinti che ciò sia stato perché nessuno mai si è mosso con un progetto, una visione del futuro da costruire.

Ogni Sindaco, ogni forza politica, anche quelle di opposizione, si sono presentati con un loro programma elettorale.

Ma il programma elettorale è fatto di piccole cose, di bisogni puntuali, di programmi a breve.

Il progetto è un’altra cosa.

Allo stato Massa Marittima prosegue sulla strada del ridimensionamento e dell’erosione del suo tessuto vitale.
E tutto ciò nella passività dei convincimenti tanto dei partiti che sorreggono la maggioranza di governo quanto di quelli che le si oppongono.

Ricorrerei ad una metafora, è come in un teatro dove tutti gli attori in scena fanno la loro parte e sono convinti che debbano farla come va fatta, ed anche di farla bene, ma qui da noi il pubblico non applaude, piuttosto piange.

Economia? Occupazione? Sviluppo?

C’è chi ne sa qualcosa?

Va riconosciuto che in tutto ciò le forze di minoranza hanno pochissime responsabilità perché l’ordinamento riduce la Minoranza ad una funzione meramente di presenza o, se vogliamo, di partecipazione.

La Minoranza non conta nulla, non può neppure ottenere il rinvio di un provvedimento; pochi minuti di dibattito in aula e poi si vota, naturalmente in ogni caso si vota come vuole la maggioranza o, meglio, come vuole il Sindaco.

A partire dai provvedimenti astrusi e antidemocratici della Bassanini in poi tutti gli interventi sul funzionamento degli enti locali hanno peggiorato le cose ed hanno ridotto la Minoranza ad una presenza pleonastica essendole stato sottratto anche il compito dello “stimolo costruttivo” e del “controllo efficace”.

Cosicché, se la qualità dell’amministrazione è quella che è nulla può essere imputato ai partiti e gruppi di opposizione.

Però i partiti e gruppi di opposizione hanno grosse responsabilità, morali prima ancora che politiche, per aver determinato ogni volta condizioni di ineluttabile inamovibilità delle forze di maggioranza e di governo a causa della loro incapacità a ricercare e trovare condizioni utili per far fronte comune e costituire una seria alternativa elettorale e di governo.

Insomma la governabilità a Massa Marittima è sempre stata a senso unico.

Ora basta, dobbiamo passare ad una governabilità a senso alternato.

I repubblicani giudicano che continuare così sarebbe sbagliato e colpevole.

Rinunciamo tutti a qualche vecchio presupposto e proviamo a realizzare l’alternanza nella governabilità.

Ebbene, sì, si pone con forza il problema di come rendere possibile l’alternanza nella governabilità.

Dobbiamo fare il possibile perché i massetani possano scegliere senza equivoci tra due sole forze in lizza, vinca l’una o vinca l’altra, e così decidere a chi vogliano affidare le sorti del proprio futuro.

A questo punto, la scelta degli elettori massetani, dipenderà dai programmi, dagli obiettivi verificabili, dalle capacità degli uomini che scenderanno in lizza per conquistare il governo del Comune.

Anche i partiti politici ed i gruppi di qualsiasi tipo dovranno rivedere le loro consuetudini perché chi vorrà governare dovrà dimostrare di meritarlo e di saperlo fare.

A quel punto anche i repubblicani e le altre componenti della centralità massetana prenderanno le decisioni più utili nell’interesse dei cittadini.

Riprendendo il documento di Santini posso confermare che i repubblicani si impegneranno per realizzare l’alternanza e, a quel punto, non faranno sconti, non sceglieranno tra l’una e l’altra fazione sulla base degli assessori o di altri incarichi che verranno loro promessi, né faranno questioni di schieramento, bensì sceglieranno unicamente di camminare con coloro che si impegneranno su un Progetto importante all’altezza delle necessità di ripresa e di sviluppo

del nostro Comune.

Io mi trovo in Consiglio Comunale per facilitare questo processo e perseguire questo obiettivo.

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